Alitalia deve essere rilanciata

Scritto da admin on . Postato in Alitalia, Blog, Comunicato Nessun Commento



cublogo_ACC_comunicati_stampa

ALITALIA DEVE ESSERE RILANCIATA:

 

I LAVORATORI RIAPRONO LA “PARTITA” CON CUI GOVERNO E AZIONISTI HANNO TENTATO DI IPOTECARE IL FUTURO DELLA CATEGORIA SI SCATENA IL FURORE IDEOLOGICO DI CALENDA & COMPANY

 

Dopo mesi di silenzi, rinvii e promesse gli azionisti di Alitalia, con il sostegno del Governo, hanno tentato il blitz: con il ricatto del fallimento hanno tentato di far ratificare, con il plauso della categoria, un Piano di ristrutturazione finanziaria da scaricare interamente sulle spalle dei lavoratori.

Un risultato chiaro ed un mandato inequivocabile

Tutti, però, sappiamo come è andata: i lavoratori hanno votato per respingere con forza:

  • per il personale di terra – circa 1700 esuberi (980 “fissi” da gestire con cigs e naspi, oltre 550 precari mandati a casa – quelli in prossimità della stabilizzazione, dopo 10 anni di precarietà, sono stati già mandati a casa! – e più di 140 licenziamenti di colleghi delle sedi estere) e, a partire da maggio, un aumento dei carichi di lavoro, un peggioramento della normativa;
  • per il personale di volo – un taglio salariale di oltre il 20%, l’aumento dei carichi di lavoro, la diminuzione dei riposi e l’introduzione dei salari di ingresso con una riduzione di circa il 40% degli stipendi per i neo-assunti.

Il tutto, peraltro, a sostegno di un progetto di ulteriore ridimensionamento di Alitalia e in mancanza di un Piano di effettivo rilancio: solo una “manovra” con il fiato corto, punitiva nei confronti dei lavoratori e finalizzata a vendere quanto sarebbe restato di Alitalia, per la soddisfazione di Etihad e delle banche.

Il secco rifiuto da parte dei lavoratori all’accettazione del “Verbale di Confronto” ha scatenato la furia ideologica di Gentiloni e di Calenda-Poletti-Delrio (tutti nominati e non eletti!), che su TV, a reti unificate e stampa, continuano ad attaccare i lavoratori minacciandoli, di rappresaglia occupazionale e salariale, come fatto durante le votazioni per condizionare, senza successo, l’esito del voto stesso.

L’ipocrisia del governo e dei suoi Ministri

Il Governo, pur di non mettere in discussioni le fallimentari politiche di privatizzazione, continua a sostenere che di Nazionalizzazione di Alitalia non se ne deve parlare, nonostante:

  • quanto previsto dall’art.43 della Costituzione in tema di pubblicizzazione delle aziende strategiche;
  • non esistano alternative per evitare di infliggere al Paese ulteriori danni e per non travolgere i dipendenti Alitalia e l’intera categoria, nonché, l’abbandono di un settore in continua espansione, con la conseguente la perdita del controllo dei flussi turistici da/per l’Italia.

Soldi pubblici per banche e aziende: due pesi e due misure

Una posizione iniqua e pericolosa quella del Governo contro l’intervento pubblico in Alitalia, in aperta contraddizione che con gli “esborsi” pubblici effettuati per nazionalizzare MPS e sostenere il sistema bancario italiano (20 MLD), per rilanciare, con “Industria 4.0 ” il progresso tecnologico delle industrie italiane in mano al capitalismo straccione che ha disinvestito per anni (20 MLD) e per regalare miliardi di sgravi contributivi alle aziende con l’obiettivo di rilanciare un’occupazione che è rimasta al palo!

Il costo del lavoro non è il problema ma su quello vogliono infierire

Paradossale in queste ore la canea mediatica che si sta sollevando a fronte della secco NO dei lavoratori Alitalia alla terza fallimentare ristrutturazione in 8 anni, con annessi tagli occupazionali, salariali e normativi: un “bombardamento” (nel mirino del Governo finisce anche la credibilità di Alitalia e le vendite dei biglietti: la smettano!) per imporre una serie di iniziative che colpiscono i lavoratori Alitalia e l’intero indotto, in cui già si contano i primi dannosi effetti collaterali della ristrutturazione della ex-Compagnia di Bandiera, con l’apertura di procedure di licenziamento collettivo per i colleghi delle pulizie e delle mense.

2 le ipotesi: riproposizione di un nuovo accordo o commissariamento

In queste ore sono due le strade che Governo e azienda stanno tentando di percorrere.

Da una parte si sta provando a verificare la percorribilità di una riproposizione del “Verbale di Confronto”, eventualmente edulcorato in alcuni suoi passaggi critici (…quanto basta per “ri-calarlo” dall’alto, senza avere troppa resistenza da parte dei lavoratori frastornati dalle minacce!), dall’altra si sta lavorando per individuare uno o più commissari a cui assegnare il compito di Amministratore Straordinario.

Dopo il bombardamento dei media, arriva un nuovo “Verbale di Confronto” ?

Il restyling del “Verbale di Confronto” sembra essere una iniziativa per rimettere in carreggiata coloro che hanno partecipato alla definizione dell’accordo sonoramente bocciato dalle urne referendarie, piuttosto che un tentativo di accogliere le istanze dei lavoratori: in tal caso ne vedremo delle belle!

Certo è che se le modifiche al testo del “Verbale di Confronto” dovessero rivelarsi solo di facciata, si confermerebbe la crisi di rappresentanza istituzionale e sindacale esistente: una situazione che non si riesce a nascondere con i trucchi e le menzogne.

Il commissariamento non è la soluzione che sosteniamo!

Tutto dipende da come il Governo intende intervenire.

La nomina di un Commissario non è la scelta che sosteniamo. Tutto, comunque, dipenderà da quale intervento è intenzionato ad effettuare il Governo per il rilancio della Compagnia: intervento pubblico nel capitale (fino alla nazionalizzazione) , vendita ai privati (se ci saranno!) oppure smembramento . Resta che il commissariamento potrà durare ben oltre i 6 mesi (fino a 24!), durante i quali l’Esecutivo potrà scegliere se evitare la liquidazione o assumersi la responsabilità di ulteriori licenziamenti e di un ulteriore danno industriale e sociale per il Paese.

L’Alitalia potrebbe decollare sia con un intervento diretto dello Stato o della CdP (ovviamente consentito dalle regole comunitarie!) oppure attraverso l’interessamento delle aziende pubbliche, i cosiddetti “campioni nazionali” (Eni, Ferrovie, Finmeccanica, ecc.), che negli ambiti di intervento industriale di loro riferimento potrebbero dare impulso al rilancio della ex-Compagnia di Bandiera.

E’ necessario recuperare le ricchezze “volate” da Alitalia a Etihad

E’ urgente e necessario recuperare alcuni “patrimoni” di Alitalia finiti ad Etihad che, per quanto si legge sul Sole24Ore del 28.4.2017, avrebbe beneficiato di prezzi di assoluto favore per l’acquisto di slot sull’aeroporto di Londra e di Alitalia Loyalty, nonché di agevolazioni negli accordi di code-sharing.

Il Governo imponga regole che smettano di favorire i vettori low-cost

E’ altrettanto urgente e necessario che il Governo intervenga per mettere fine a un sistema di regole inesistente in Italia, costruito per favorire le compagnie low-cost e per imporre il ridimensionamento di Alitalia, erosa da una concorrenza di vettori che beneficiano di ingenti aiuti pubblici.

Il Governo faccia gli interessi del Paese, dei cittadini e dei lavoratori

La Cub Trasporti informerà i lavoratori sull’evolversi della situazione e darà seguito a tutte le iniziative sindacali necessarie per non permettere che si compia una mattanza inaccettabile.

E’ evidente che la vicenda Alitalia non può e non deve concludersi in modo da mettere a repentaglio ulteriori posti di lavoro, i salari e le condizioni normative.

Qualunque drammatizzazione determinerà una risposta uguale e contraria della categoria:

 

RESPINGERE IL “VERBALE DI ACCORDO” ERA UN DOVERE

COME LO SARÀ QUELLO DI DIFENDERE IL FUTURO DELLA CATEGORIA

 

PRESSO LA MENSA CENTRALE IN AREA TECNICA IN AEROPORTO:

  • 5.2017 DALLE ORE 16, RIUNIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE FCO

  • 5.2017 ORE 10-13 ASSEMBLEA LAVORATORI AZ DI TERRA E VOLO

 

 

PARTECIPIAMO TUTTI, SENZA DIVIDERCI !

 

Roma 29.4.2017 – Cub Trasporti – * Via Ponzio Cominio, 56 – 00175 Roma –(06.76968412 – 0676960856 Fax 06.76983007

AirCrewCommitteevia Giuseppe Botti 56 – www.aircrew.it – info@aircrew.it

Trackback dal tuo sito.

Contattaci

Telefono:
+39 (06) 3 8376 6284
+39 (06) 5 2563 9865

Indirizzo:
Via Amedeo Bocchi n.300, 00125 Roma - Italia

Disclaimer

Questo sito usa i cookies solo per facilitarne il suo utilizzo aiutandoci a capire un po' meglio come lo utilizzi, migliorando di conseguenza la qualità della navigazione tua e degli altri.