ACC, un anno in prima linea.

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È trascorso solo un anno dagli eventi del referendum che ci hanno visti partecipi con il “Comitato del NO,” costituito insieme a CUB.

Questo lungo anno lo abbiamo trascorso spendendo energie e risorse per impedire che si spegnesse il faro di attenzione sulle vicende della NOSTRA compagnia.

Abbiamo INDETTO SCIOPERI, affinché nulla di quanto contenuto nel pre-accordo e sonoramente bocciato dai lavoratori, venisse comunque messo in atto e per manifestare il dissenso verso il mandato del governo ai commissari. Un mandato “punitivo” per la sorte della compagnia e dei lavoratori nonostante i dati di accrescimento del traffico aereo del nostro paese ed il rapporto lavoratori / flotta / costo del lavoro che autorevoli studi hanno dimostrato essere addirittura il più basso in Europa.

Abbiamo ORGANIZZATO e PARTECIPATO ad EVENTI che ci hanno dato la possibilità di parlare di Alitalia, degli annosi sacrifici dei lavoratori, delle decennali incapacità gestionali di chi l’ha portata al tracollo, del vaso di Pandora degli scandali e dei sovraprezzi, per cui aspettiamo giustizia, e della connivenza di chi doveva difendere i lavoratori. Abbiamo fatto VOLANTINAGGIO il giorno e la notte per INFORMARE chiunque, iscritto e non.

Lo abbiamo fatto senza mai perdere di vista le nostre battaglie di sempre: quella per ridurre il divario tra prestazione previdenziale e retribuzione, e quella sui riposi movibili, vergognoso istituto di flessibilità contrattuale, che inficia pesantemente sulla vita privata dei naviganti, mentre si attingono dai contribuenti e dai lavoratori i soldi per la cassa integrazione.

Abbiamo richiamato l’attenzione su negligenze dei vari attori, impugnate e vinte alcune importanti battaglie presso il Dipartimento Territoriale del Lavoro, senza dimenticare, con il fondo di solidarietà chi si trova in difficoltà. Tutto con atti ufficiali: cause di accertamento, esposti, denunce, cause difensive, su ogni tema che possa permettere a doveri e diritti di viaggiare sullo stesso binario, convinti che si debba arrestare la pericolosa tendenza di rendere gli uni sempre più pressanti e gli altri calpestabili. ACC si è fatta carico di ogni spesa: questo il comitato realizza con il contributo degli iscritti. Lo abbiamo fatto insieme a CUB grazie al patto federativo stipulato un anno fa. Le persone di CUB ci hanno insegnato che è possibile fare sindacato restando fedeli e coerenti al mandato dei lavoratori, che non ci sono “se” e “ma” nell’ attività sindacale di chi ancora, unico nel suo genere, può vantare il valore dell’onestà. Lavorare senza permessi sindacali non è facile ma la dignità e la libertà non hanno prezzo.

 

Roma, 28 aprile 2018

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