Integrazione della diffida sui RIM ad Alitalia e Sindacati

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Oggetto: integrazione della diffida del 11 marzo 2016 e contestuale sollecito di riscontro – riposi movibili personale navigante della società di a/n Alitalia – violazioni da parte dell’operatore – inadempimento del sindacato – responsabilità del sindacato – ulteriore violazione dei diritti dei lavoratori attraverso l’accordo del 18.9.2016

 

Ad integrazione della precedente nostra diffida dell’11 marzo 2016 rimasta senza alcun riscontro da parte di tutti i destinatari, che per comodità si allega alla presente, scrivo in nome e per conto del Presidente “ad interim” e legale rappresentante dell’Air Crew Committee (ACC) che mi ha conferito espresso mandato per rassegnare quanto appresso in riferimento alla gestione ed all’identificazione dei riposi movibili del Personale Navigante.

Premesso che

Attraverso la mia precedente diffida dell’11 marzo 2016 veniva denunciata una situazione ben conosciuta da tutte le OO.SS. interrogate, riguardante la prassi di assegnare dei turni di servizio durante i giorni in cui il lavoratore è in periodo di giorno libero.

Le OO.SS. interrogate sono perfettamente a conoscenza del fatto che tale prassi, reiterata dal 2009, che prevede che ‘L’azienda in operativo per esigenze di servizio può spostare, anticipare, rinviare o cancellare un numero massimo di 4 riposi programmati nel mese, fermo restando quanto stabilito per i riposi inamovibili’, è stata trasposta nel testo dell’accordo integrativo del 16.7.2014.

Con l’accordo del 18/9/2016, sottoscritto da Alitalia SAI Spa e dalle O.O.S.S. FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI E UGL TRASPORTO AEREO, le parti sociali, in spregio alla normativa nazionale e comunitaria vigente, hanno attribuito dignità di clausola contrattuale alla previsione dei riposi mobili (RMM), laddove, al punto H del citato accordo, viene stabilito che: “Il Riposo Movibile (RMM) è un istituto di flessibilità contrattuale che non concorre alla determinazione della spettanza minima annuale (96) e mensile (minimo 7) dei Riposi, che debbono, di conseguenza, essere identificati sul turno mensile programmato coerentemente con quanto disposto dal DLGS 185/2005 (Direttiva CE 79/2000). Il RMM costituisce a tutti gli effetti elemento per il computo della spettanza mensile e trimestrale prevista dal CCNL, sezioni PNT/PNC, tuttavia non concorre, quando non utilizzato, al raggiungimento della spettanza di cui al dlgs 185/2005 di cui sopra. Le giornate assegnate come RPM (riposo mensile) e RIM (riposo inamovibile) sono quindi da intendersi notificate in anticipo a mezzo turno, nella completa, effettiva e certa disponibilità del Navigante una volta assegnate. Il RMM (ndr. Riposo movibile) sarà programmato, come già effettuato attualmente, a seguire impieghi RRR, RRB, RES e Flight Duty nel rispetto delle limitazioni previste dal vigente regolamento 83/2014 per ciò che attiene il pre duty rest. Fermo restando quanto previsto dall’Accordo Integrativo del 16 luglio 2014 paragrafo Riposi Personale Navigante”.

Vuol qui ribadirsi che la definizione di riposo come “giorno libero da ogni tipo di servizio e da ogni tipo di riserva notificati in anticipo” già introdotta dalla Direttiva 2000/79/CE recepita con il d.lgs. 185/2005 trova conferma nel regolamento UE n.216/2008 del Parlamento Europeo di efficacia immediatamente vincolante per gli Stati membri, e che si pone come obiettivo principale quello di garantire un elevato ed uniforme livello di sicurezza dell’aviazione civile.

La previsione dell’accordo integrativo del 16.7.2014, ed il punto “H” del citato accordo del 18.9.2017 contrastano, poi, anche con il dettato normativo che prevede che: “L’operatore deve:

  1. a) pubblicare i turni di servizio con sufficiente anticipo al fine di consentire ai membri d’equipaggio di pianificare dei tempi di riposo adeguati;[…]
  • 21) “periodo di riposo”, un periodo di tempo continuo, non interrotto e definito, successivo o precedente un servizio, durante il quale un membro d’equipaggio è libero da qualsiasi tipo di servizio, standby e riserva;
  • 23) “giorno singolo libero dal servizio”, al fine di conformarsi alla direttiva 2000/79/CE del Consiglio (*), un periodo di tempo libero da ogni servizio e standby consistente in un giorno e due notti locali, notificato in anticipo. Un periodo di riposo può essere incluso come parte del giorno singolo libero dal servizio;” (ORO.FTL.110 Responsabilità dell’operatore), oltre che con le altre fonti Comunitarie che disciplinano il settore.

In particolare, l’operatore ritiene sia legittimo assegnare un turno di servizio, raggiungendo il lavoratore soprattutto telefonicamente, durante la riserva, vedendosi sottrarre i suoi riposi movibili subito dopo il periodo di riserva.

Giova a questo punto ricordare che la riserva (RRR o Standby da ftl) produce ore di servizio, per il periodo che il lavoratore è reperibile a casa, che si cumulano con il monte ore di servizio e che hanno dei limiti settimanali, ogni 14 giorni, mensili ed annuali.

Di tal guisa, i riposi movibili sfuggono a qualsiasi controllo, essendo considerati delle riserve “improprie”, in quanto non producono ore di servizio quando non il lavoratore non è impiegato e pertanto, contrariamente allo standby, vengono considerati riposi in via retroattiva.

Si ribadisce anche in questa sede di sollecito di riscontro ad integrazione della precedente diffida, che la prassi sopra descritta ha sollevato gravi preoccupazioni tra il personale navigante in quanto contrastante con il dettato delle fonti che regolano la gestione dei riposi del personale navigante che, nell’ottica di garantire un elevato grado di sicurezza nella conduzione delle operazioni di volo, impongono all’operatore di interpretare in modo restrittivo il concetto di “periodo di riposo” e di “servizio operativo”.

In base alla normativa vigente, contenuta diffusamente dai Regolamenti Comunitari e dalle Direttive CEE, oltre che nel Manuale Operativo, nella circolare dell’Enac Opv -20 e D.Lgs 185/2005, al personale di volo dell’aviazione civile vengono assegnati giorni liberi da ogni tipo di servizio e di riserva, comunicati preventivamente dal datore di lavoro, con congruo anticipo entro l’inizio del mese, nella misura di almeno 7 giorni locali per ciascun mese di calendario e comunque di almeno 96 giorni locali per ciascun anno di calendario, che possono comprendere eventuali periodi di riposo prescritti dalla legislazione vigente.

Poiché per periodo di riposo si intende un periodo di tempo non interrotto e definito durante il quale un membro d’equipaggio è libero da qualsiasi tipo di servizio e di riserva (direttiva 2000/79/CEE art 9; D.lgs 185/2005 art 5) l’azienda non può assegnare un turno di servizio al membro d’equipaggio che si trovi in periodo di giorno libero.

In tal modo, non potrà essere garantito l’elevato grado di sicurezza che la normativa di settore intende raggiungere.

Infatti, per membro d’equipaggio in servizio operativo si intende un membro d’equipaggio che presta servizio su un velivolo nel corso del volo o durante qualsiasi parte del volo (art. 1.11 – OM Cap .7 definitions).

Ritenuto

  • Che l’organizzazione sindacale cui il lavoratore si affida per la tutela dei propri diritti è mandatario professionale, ed in quanto tale deve adempiere all’incarico in modo diligente.
  • Che per il rapporto di mandato non è richiesta la prova scritta, né è richiesta procura o ratifica affinché l’organizzazione sindacale possa compiere gli atti necessari a contemperare gli interessi datoriali con gli interessi dei lavoratori, tutelando e non penalizzando questi ultimi.
  • Che attraverso la sottoscrizione del contratto del Gennaio 2009 e del successivo accordo del 16.7.2014, nonché del successivo accordo del 18.9.2016, il Sindacato, unico interlocutore della parte datoriale e rappresentativo della volontà dei lavoratori, non solo non ha tutelato gli interessi di questi ultimi ad usufruire dei riposi spettanti per legge in modo da garantire il diritto al riposo psicofisico, ma ha contrastato, allo stesso tempo, le norme di matrice comunitaria dettate in materia di sicurezza.
  • Che anche in seguito all’entrata in vigore del Regolamento Europeo n.83/2014, la Compagnia Aerea ha continuato a praticare l’assegnazione dei riposi movibili;
  • Che infatti, in base al Regolamento Europeo n.83/2014 è stata innanzitutto dichiarata insufficiente l’azione isolata di ogni Stato membro alla realizzazione degli obiettivi della direttiva 2000/79/CE, quali la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, e ritenuta al riguardo, necessaria l’azione comunitaria in base al principio di sussidiarietà, e in base al quale nel merito, si afferma con maggior forza che debbono essere fatti salvi i limiti e i requisiti minimi già stabiliti nella suddetta direttiva, con particolare riguardo alle norme sull’orario di lavoro e i giorni esenti dal servizio, che dovrebbero essere sempre rispettati dal personale di volo dell’aviazione civile.
  • Che in particolare, è significativo per quanto qui interessa la parte del Regolamento n.83/2014 dove recita che: “Le disposizioni del presente regolamento e le altre approvate ai sensi del presente regolamento non sono dirette a giustificare riduzioni nei livelli esistenti di protezione del personale di volo. Le disposizioni del presente regolamento non impediscono e non incidono su una protezione sociale nazionale più favorevole sui contratti di lavoro collettivi relativi alle condizioni di lavoro nonché alla salute e alla sicurezza sul lavoro”.
  • Che nonostante l’entrata in vigore del suddetto Regolamento, si ribadisce che l’Alitalia ha continuato anche in seguito a pubblicare il contratto in merito ai riposi movibili;
  • Che in seguito all’entrata in vigore del suddetto Regolamento si impone una modifica del Manuale Operativo (Operations Manual);
  • Che nulla sino ad oggi è stato programmato ovvero posto in essere per il perseguimento, da parte dei sindacati, del giusto contemperamento degli interessi del datore di lavoro con quello dei lavoratori, costituendo tale atteggiamento omissivo, anche una violazione indiretta della normativa di riferimento sopra citata in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori.
  • Che in ogni caso, l’accordo integrativo sottoscritto il 18.9.2016 dai sindacati e dall’azienda è ictu oculi palesemente peggiorativo del CCNL vigente.

Tutto quanto sopra premesso

il Comitato, mio tramite, segnala che, con la deliberata mal interpretazione dei concetti di “periodo di riposo” e di “membro d’equipaggio in operativo”, il Sindacato è gravemente responsabile di aver condotto a prevedere nel contratto 2009, nel successivo accordo del 16.7.2014 e nella successiva elevazione a clausola contrattuale di tale prassi nell’accordo del 18.9.2016 la facoltà per l’azienda di “anticipare, rinviare o cancellare un numero massimo di 4 riposi programmati nel mese”, in palese violazione delle norme dettate in materia di gestione dei riposi, frustrando inevitabilmente il diritto di ogni lavoratore a beneficiare del riposo pieno nei giorni all’uopo programmati, oltre al perseguimento dello scopo di raggiungere e garantire un sufficiente grado di sicurezza nello svolgimento delle operazioni di volo.

Sotto altro e conseguenziale profilo, i sindacati devono ritenersi responsabili di aver contribuito, con tale condotta, prima all’aggravio del numero totale dei dipendenti ritenuti in esubero e in seguito di aver ostacolato il reintegro degli stessi dalla cassa integrazione.

 

E pertanto

 

diffida le OO.SS. a porre in essere ogni opportuna azione volta a correggere la previsione dei riposi movibili nell’accordo del 16.7.2014 ed a modificare in melius la previsione di cui al punto “H” dell’accordo del 18.9.2017, affinché la prassi sopra descritta venga riportata entro i limiti descritti dalla normativa vigente, e nel contempo volta a far desistere l’azienda dalla condotta contraria alle norme sopra citate in merito ai riposi movibili.

Alla luce di quanto esposto, si rimane, pertanto, in attesa di un Vostro sollecito riscontro entro e non oltre 7 (sette) giorni dal ricevimento della presente, tramite il quale si attende una precisa rappresentazione della volontà del Sindacato ad intraprendere ogni opportuna azione o programma per raggiungere lo scopo sopra descritto.

Trascorso il termine anzidetto, ogni singolo lavoratore che sia stato destinatario di provvedimenti lesivi dei suoi diritti in materia di riposi movibili alla luce di quanto sopra esposto, e che ad oggi aderisce al Comitato scrivente, si riterrà legittimato a proporre ogni opportuna azione in sede giudiziaria, per ottenere maggior tutela dei propri diritti ed interessi, fatto salvo il risarcimento dei danni.

Distinti saluti.

 

Roma, 14 maggio 2018

Air Crew Committee                                                                          

Avv. Angelo Russo

Il Presidente

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