Precari Alitalia: Stiamo all’operetta!

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Come ricorderete l’accordo del 23.12.2015 fissava a 60 mesi il periodo di tempo necessario per maturare il diritto alla stabilizzazione.

Alitalia, ai lavoratori precari in procinto di maturare il diritto alla assunzione stabile (…con Job Acts), li lasciava a casa, manifestando tutta la pochezza del sindacato che aveva accettato, in occasione dell’approvazione del D. Lgs 81/15 , di allungare il precedente limite di 44 mesi stabilito dal CCNL (si conteggiavano solo gli ex-art.1 della L.368/01) appunto a 60 mesi ma SENZA ALCUNA CLAUSOLA DI OBBLIGATORIETÀ PER IL DATORE DI LAVORO DI STABILIZZARE I “VECCHI” PRECARI PRIMA DI PRENDERNE ALTRI.

A fronte del comportamento di Alitalia il sindacato confederale non ha mosso un dito: non uno sciopero, non una assemblea. Immobili a guardare le nostre mobilitazioni con ragazzi che nel frattempo, avvicinandosi al limite dei 60 mesi, venivano lasciati a casa.

A fronte di questa situazione il sindacato, con questo nuovo accordo, ha concesso all’Alitalia una proroga: non si conteggeranno i mesi di precariato che si faranno nei prossimi 12 mesi.

In questo modo l’azienda ha sfondato un altro muro quello già assurdo dei 60 mesi e li porta, di fatto, a 72. Al termine di questo anno “sabatico” riprenderà il conteggio: ci crediamo poco!

L’assunzione stabile diventa sempre più una riffa. Il sindacato un attore da operetta.

La scusa è quella dell’amministrazione straordinaria di Alitalia.

Ma qui arriva l’assurdo: si porta a 72 mesi il limite di tempo per la stabilizzazione, consentendo all’azienda di continuare a sfruttare il lavoro precario ma al contempo…firmeranno altra cigs per i lavoratori stabili. In tutto ciò innescano pure la guerra tra poveri. Siamo alla liquefazione di qualunque argine del sindacato, di qualsiasi principio.

Ciò che non trova risposta è una domanda: cosa hanno promesso e regalato i Commissari AZ ai sindacati?

Perchè offrire a Gubitosi&Co, oltre ad ulteriori risparmi con la cigs, anche l’innalzamento del livello temporale massimo a cui costringere al lavoro senza alcun diritto un uomo o una donna?

Perché continuare a concedere la cigs , peraltro senza definire alcun criterio per la selezione del personale, e contemporaneamente l’innalzamento dei livelli di sfruttamento del lavoro precario ad una azienda che non ha un piano, che non si sa come andrà a finire e chi la comprerà? A chi stanno tirando la volata?

Noi crediamo che questo sindacato sia da azzerare. Travolgere. Mandare in frantumi. Non serve. Fa male ai lavoratori. Li illude e inganna. Temiamo che il loro livore per l’iniziativa della categoria di bocciare il loro accordo nel referendum di aprile 2017, li abbia accecati. Non stanno neppure ragionando. Hanno perso qualunque connotato di sindacato. Sono associazioni al servizio padronale. Vanno sradicati.

Il nuovo accordo elimina pure, sempre per un anno, anche le percentuali di utilizzo massimo del lavoro precario.

Oltre ogni immaginabile limite. Sono andati oltre. Hanno davvero fatto il salto di paradigma: sono diventati controparte della categoria.

Vanno trattati per quello che sono: una iattura per la categoria!

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